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giovedì 14 aprile 2011

PORTA LA SPORTA


Questa campagna promossa dall'Associazione Comuni Virtuosi è una campagna totalmente propositiva che vuole dimostrare come sia facile modificare stili di vita errati semplicemente diventandone completamente coscienti e attuando semplici accorgimenti per poterli prevenire.
Si tratta di una campagna che attraverso il suo claim apparentemente minimale promuove un impegno serio e diffonde un messaggio importante: sono i piccoli gesti compiuti quotidianamente da tanti in individui che possono fare la differenza, trasmettendo nuovi valori, modelli e stili di vita alternativi a quelli consumistici, espressione di ingordigia e causa di sprechi enormi che stanno portando il nostro pianeta al collasso ambientale.
Il primo atto che Porta la Sporta vuole promuovere come primo passo di un percorso di successivi atti di rispetto per l'ambiente, concerne l'uso o meglio l'abuso che del sacchetto di plastica si sta facendo da decenni.
Tutti possiamo facilmente dare una risposta comportamentale responsabile alla domanda chiave di Porta la Sporta: perché usare per pochi minuti un oggetto che può durare e inquinare per cento anni?
Perché si è scelto la busta di plastica? Non perché questa da sola rappresenti il principale nemico per l'ambiente ma perché il livello raggiunto nella sua diffusione ne hanno fatto l'ICONA di un consumismo selvaggio e fuori controllo.
Il sacchetto è l'oggetto che più abbonda nelle nostre case (provate a contarli...), che riveste e trasporta OGNI NOSTRO ACQUISTO ma è al tempo stesso l'oggetto più onnipresente e pervasivo del pianeta che troviamo ovunque: dalle montagne più alte e incontaminate, ai deserti, agli oceani più profondi.
Spesso ci viene dato “gratuitamente” ma il costo è nascosto in un pesante pedaggio che tutti paghiamo; in un inutile spreco di risorse energetiche non rinnovabili (deriva dal petrolio) ma soprattutto in termini di danno ambientale.

Purtroppo i sacchetti vengono spesso incivilmente abbandonati o finiscono comunque nell'ambiente per opera di agenti naturali come acqua e vento e attraverso corsi d'acqua raggiungono mari e oceani.
Qui avvengono i maggiori danni poiché i sacchetti agiscono come serial killer per la fauna marina e per gli uccelli che vi rimangono imprigionati.
La plastica dopo la morte dell'animale torna libera di uccidere ancora e dopo un lentissimo processo di foto degradazione di centinaia di anni si scompone in particelle tossiche sempre più piccole che contengono sostanze dannose alla salute animale e umana. Purtroppo diversi studi dimostrano quanto queste sostanze, entrate da tempo nella nostra catena alimentare, siano già presenti nell'organismo umano e causa di gravi danni alla salute come l'insorgenza di tumori, patologie al sistema endocrino e riproduttivo inclusi problemi di sterilità, diabete,obesità, ecc.
Perché è necessario entrare in azione e mettersi in gioco come SINGOLI CITTADINI, AZIENDE,SCUOLE E COMUNITA' per preservare l'ambiente che è il nostro futuro, la nostra salute senza aspettare decisioni dall'alto?
Ci sollecita a un maggiore impegno personale e diffuso l'amara constatazione dei risultati risibili o dei veri fallimenti delle grandi manovre internazionali al livello dei vertici di governo. Vedasi il recente vertice di Copenhagen.
Al stesso tempo rapporti e studi che fotografano lo stato di salute pianeta, come l'ultimo rapporto del Worldwatch Institute “State of the World 2010″ e il terzo rapporto della Convention on Biological Diversity ci documentano la necessità e l'urgenza di superare al più presto questo consumismo compulsivo per convertirci ad un modello culturale fondato sulla sostenibilità, per prevenire il collasso della civiltà umana e della sua biodiversità che registra un ritmo di estinzione di specie animali e vegetali fino a mille volte superiore rispetto al passato.
Anche il recente disastro ambientale nel golfo del Messico ci sollecita a farci attori, individualmente e come cittadini del mondo, dei necessari cambiamenti: senza continuare passivamente a delegare a poteri politici ed economici il nostro futuro.
E' arrivato il momento di abbandonare scuse e alibi di comodo per realizzare ciò che ognuno di noi può fare nel proprio ambito, avendo noi la possibilità di scegliere se essere causa del problema o parte della sua soluzione. Senza quasi rendercene conto la ricerca egoistica della comodità e delle soddisfazioni momentanee ci ha reso indifferenti verso le conseguenze dei nostri atti quotidiani e dell'eredità che lasciamo alle future generazioni.
“Sii il cambiamento che vorresti vedere nel mondo” dice Gandhi.
Dobbiamo quindi partire da noi stessi, analizzando e ripensando i nostri automatismi quotidiani, inconsciamente improntati al consumismo e andare a modificarli uno ad uno verso comportamenti improntati a una maggiore sostenibilità.

Mettiamo quindi in atto piccoli gesti semplici, a partire dal normale quotidiano, ma questi, uno dopo l'altro, se portati avanti con convinzione e perseveranza ci cambieranno influenzando anche chi ci sta vicino. Diffondendosi come comportamento di molti si trasformeranno in un impatto forte e finiranno per imporsi ai decisori politici e aziendali influenzando la nascita di buone politiche anche dall'alto.
E' vero che i cambiamenti reali si consolidano quando, con l'appoggio di legislazioni illuminate, sforzi e impegni dall’alto e dal basso convergono verso obiettivi condivisi, ma è anche vero che la carta che possiamo giocare da subito, come singoli cittadini, è quella di dimostrare con i fatti nuova consapevolezza e maturità ambientale, eliminando dal nostro quotidiano quegli sprechi che non fanno bene neanche al nostro portafoglio.
Solamente attraverso questa strada, stretta ma reale, potremo avere sufficienti chances perché questo cambiamento si rifletta, alla fine, nelle politiche nazionali e internazionali.

Non attendere oltre unisciti a questa avanguardia virtuosa che vuole dimostrare che i cambiamenti reali partono “dal basso” , da ognuno di noi.....

ENTRA IN AZIONE !

Tratto da: www.portalasporta.it

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